
Qual è la struttura di una scarpa? Quali sono gli elementi che compongono le nostre calzature? Vediamolo!
Come è fatta una scarpa? Tutti noi le indossiamo tutti i giorni, ne abbiamo a decine nelle scarpiere di casa. Alte o basse, pesanti o leggere, in pelle o in tessuto, con o senza tacco, casual, ginniche o pesanti. Nel nostro e-commerce vendiamo una lunghissima serie di prodotti per la pulizia delle scarpe, e quindi sappiamo che sì, lì fuori c’è un grandissimo pubblico di persone che prende molto seriamente la cura delle calzature. Eppure… eppure sappiamo anche che in molti non conoscono la struttura effettiva delle scarpe. E questo non è un problema, non fosse che non conoscere come è fatta una scarpa significa anche non essere in grado di scegliere con relativa sicurezza una calzatura di qualità. Una scarpa non è fatta solamente da tomaia, suola e tacco: vediamo insomma come è fatta una scarpa nel concreto, in ogni suo componente!
Come è fatta una scarpa?
Partiamo dall’esterno, dal basso, e da dietro. Qui troviamo il tacco, ovvero la parte che si trova sotto il tallone. Esistono tanti diversi tipi di tacco. C’è quello che forma un tutt’uno con la suola. Oppure c’è il tacco autonomo, a sé stante, che è stato avvitato o incollato alla suola in un secondo momento. In alcuni casi il tacco presenta un sottotacco, ovvero una parte finale aggiuntiva che ha lo scopo di ridurre l’usura della scarpa, ammortizzare il passo e garantire maggiore grip. Per questo motivo è bene controllare regolarmente il sottotacco, il quale è pensato per l’appunto per essere sostituito e per continuare a proteggere il tacco.
Poi abbiamo la suola, la quale isola il piede dal suolo, lo protegge dalle disomogeneità del terreno, dallo sporco, dal freddo. Ci sono suole in gomma, suole in sughero, suole in pelle e via dicendo, in base alla modalità di utilizzo delle scarpe (da sera, da ballo, da corsa e via dicendo).
Poi c’è ovviamente la tomaia, quella che di fatto costituisce la scarpa, che va a chiudere tutto il piede (nel caso delle scarpe chiuse), a lasciare scoperto il collo del piede (nel caso delle decollete), o a coprire anche la caviglia o il polpaccio (stivaletti e stivali).
All’interno della tomaia abbiamo tendenzialmente due elementi. La fodera, ovvero un rivestimento che dona maggiore confort al piede, che non trova così il suo posto all’interno della tomaia, senza dover avere a che fare con cuciture o con giunture dure e scomode; e la soletta, che rende confortevole la scarpa a livello della pianta del piede.
La struttura della tomaia
Per capire come è fatta una scarpa è bene guardare da più vicino la tomaia, in particolar modo quella delle classiche scarpe in pelle. Pensiamo di avere tra le mani – o anzi, ai piedi – un paio di scarpe derby. Avremo dunque la mascherina, ovvero la parte di tomaia più ampia, che va a costituire la parte anteriore, posteriore e superiore della scarpa, dando forma alla calzatura. Avremo poi la parte in cui si trovano gli occhielli per le stringhe delle scarpe, la quale viene chiamata gambetto; il gambetto può essere aperto, come avviene per l’appunto nel caso delle derby, o chiuso, cucito e fermato nella mascherina, come avviene invece nelle scarpe più eleganti, come le oxford.
Possiamo individuare anche altre parti della tomaia, come per esempio il puntale, che sovrasta le dita dei piedi, e il contrafforte, che al contrario protegge la parte posteriore del tallone. Molte scarpe – ma non tutte – presentano infine la linguetta, posta al di sotto delle stringhe delle scarpe, nell’apertura del gambetto, per proteggere il collo del piede.