
Hai ancora sentito parlare di pelle fiore corretto? Se sei arrivato qui, molto probabilmente sì. Vediamo cosa significa!
Il mondo della conceria e della lavorazione della pelle è pieno di termini che possono mettere in crisi i non addetti ai lavori. Di fronte a queste parole oscure è infatti possibile acquistare una cosa pensando di comprare qualcos’altro, come le persone che, acquistando dell’ecopelle, sono convinte di acquistare degli oggetti in pelle finta. Non è così! Altro termine del mondo della conceria che dà spesso luogo a delle incomprensioni – che possono diventare anche rischiose quando si parla della successiva scelta dei prodotti per la pulizia della pelle – è “pelle fiore corretto”. Che cosa significa? E che differenza c’è tra pelle fiore e pelle fiore corretto?
Pelle fiore: che cos’è?
Quando ci si muove nel mondo della conceria di qualità è impossibile non incontrare, presto o tardi, il termine pelle fiore, o pelle pieno fiore. Con queste parole si indica un pellame di alta, altissima qualità, che svetta in mezzo alle altre tipologie quanto a morbidezza e naturalezza, nonché per il superbo risultato estetico. Si tratta di un materiale pregiato, che proprio per questo è molto amato.
Per capire cos’è la pelle fiore bisogna pensare alla lavorazione della pelle nelle concerie: qui infatti, tra le altra cose, si va a ridurre lo spessore della pelle, andandola a dividere in due strati. La parte superiore, ovvero la parte più superficiale, è il fiore della pelle; la parte inferiore, ovvero quella interna, è la crosta, e rappresenta un pellame di qualità inferiore, che viene proprio per questo utilizzato per realizzare degli accessori in pelle di qualità più bassa. In realtà la splitting machine può arrivare anche a dividere il pellame in tre strati, andando quindi a fornire un ulteriore prodotto, ovvero la sottocrosta.
Quando si parla della pelle fiore, dunque, ci si riferisce a della pelle a tutti gli effetti, anzi, della pelle per eccellenza. Resta da capire, quindi, che cos’è la pelle fiore corretto, e che cosa la differenzia dalle pelle fiore.
Pelle fiore corretto
Non sempre la pelle fiore è perfetta. Stiamo infatti parlando della pelle di un animale, di un prodotto di scarto che viene riutilizzato per realizzare scarpe, divani, borse, cinture, sedili, giubbotti e via dicendo. Certo, tra le caratteristiche pregiate della pelle vi è esattamente la sua naturalezza, e quindi la sua imperfezione. Talvolta però, nel caso di pelle fiore di qualità leggermente inferiore, si procede con una seconda lavorazione, con l’obiettivo di rendere la sua superficie più omogenea: è così che nasce la pelle fiore corretto.
Prima di tutto la pelle viene smerigliata, per uniformare la superficie. Nel momento in cui un lato della pelle risulta assolutamente omogeneo, si effettua la correzione vera e propria, con la stampa a caldo di una trama. E qui, ovviamente, non ci sono limiti alla fantasia. La stampa più diffusa è quella Dollaro o Madras, che riprende le fattezze della pelle naturale con la sua trama spessa e disomogenea. Ma è possibile anche optare per trame più complesse, come quella della pelle Saffiano, creata da Prada, con uno stile graffiato. In altre occasioni ancora si stampa a caldo una trama che ricordi quella della pelle di rettile, o stampe palmellate, intrecciate, canestrine e via dicendo
La pelle fiore corretto viene usata in molti settori, dagli accessori in pelle alle calzature, senza dimenticare abbigliamento e mobili. Va sottolineato che, proprio grazie alla sua omogeneità superficiale, la pelle fiore corretto risulta di facile manutenzione e pulizia – a patto, ovviamente, di usare i migliori prodotti per la pulizia del cuoio.