
Tutti noi, nel linguaggio comune e quotidiano, tendiamo a utilizzare questi due termini come sinonimi, come se designassero lo stesso medesimo oggetto. In realtà, però, non è così: scopriamo una volta per tutte qual è la differenza tra plantari e solette!
Sì, nel linguaggio comune non c’è alcuna differenza tra plantari e solette. L’abitudine di usare indistintamente un vocabolo al posto dell’altro è talmente sedimentata che questo errore può essere senz’altro perdonato. Volendo essere pignoli, però, si dovrebbe sottolineare che il compito di un plantare è diverso da quello della soletta. Per questo motivo, chi si occupa della vendita di prodotti per le scarpe deve essere abbastanza preciso nell’utilizzo di questi due termini, per non confondere le idee dei consumatori.
La differenza tra plantari e solette
Vogliamo spiegare la differenza tra plantari e solette perché desideriamo essere certi che nessun cliente alla ricerca dell’uno finisca per comprare l’altro. Partiamo dunque col dire che tutti i plantari sono delle solette, ma non tutte le solette sono dei plantari – un po’ come dire che qualsiasi mela è un frutto, ma non qualunque frutto è una mela. I plantari sono infatti delle solette peculiari, pensate, progettate e sviluppate con delle particolarità ortopediche – tant’è vero che, in caso di patologie importanti, si arriva talvolta ad acquistare dei costosi plantari ortopedici fatti su misura, e quindi unici.
Per dirla in parole semplici, potremmo affermare che la soletta è un prodotto per scarpe inerte, statico, laddove invece il plantare è un elemento attivo, che ‘dialoga’ con il nostro piede. Semplificando ancora di più, potremmo guardare alla soletta come a un semplice oggetto che si frappone così come è tra la suola della scarpa e il nostro piede, mentre il plantare fa di più, sostenendo e agendo in modo attivo sui nostri piedi, e quindi su di riflesso sulla nostra postura complessiva.
La stessa etimologia della parola ‘plantare’, del resto, ci aiuta a sottolineare lo stretto legame tra questa e la pianta del nostro piede. Adattandosi a essa, infatti, questo accessorio mira a compensare eventuali mancanze strutturali, a bilanciare il peso in modo migliore e a distribuirlo meglio, eliminando diversi vizi posturali, fastidi e dolori. Sono del resto tantissime le patologie che possono essere curate o controllate attraverso l’uso di un buon plantare: parliamo infatti dell’alluce valgo, del piede piatto o cavo, dell’iperpronazione, delle fasciti plantari, delle tendiniti, della metatarsalgia, della spina calcaneare e così via.
Ogni problema, ogni tipo di piede richiede quindi un plantare differente, in grado di reagire nel modo giusto. Per raggiungere questo scopo questi accessori ortopedici vengono realizzati in diverse forme e spessori, utilizzando di volta in volta dei materiali diversi.
Le solette sono diverse quanto a scopo, utilizzo e costruzione. Si tratta quindi di prodotti tendenzialmente più semplici, non ortopedici, con una più ristretta lista di possibili funzioni. In generale si può affermare che l’obiettivo principale di una soletta è quello di ammortizzare i nostri passi, andando così ad assorbire i traumi che i nostri piedi, le nostre caviglie e le nostre ginocchia potrebbero subire durante lo sport o durante una semplice camminata (in aggiunta ai microtraumi che, durane determinate attività, sono costantemente presenti). Le solette si prestano quindi alla cura o all’attenuazione di patologie specifiche, come la tallonite, la tendinite, la fascite plantare e le infiammazioni muscolari e articolari che di sovente colpiscono gli sportivi. A tutto questo va aggiunto che, negli ultimi anni, sono state sviluppate solette del tutto particolari, pensate per rinfrescare i piedi o, al contrario, per riscaldarli in pieno inverno.
Abbiamo chiarito, quindi, qual è la differenza tra plantari e solette. Sarà ora più semplice, in base alle tue particolari esigenze, visitare le pagine del nostro e-commerce dedicato ai prodotti per le scarpe per individuare i migliori e nuovi alleati per i tuoi piedi!